IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI, ma se ne hai l’occasione ci passi il sabato pomeriggio insieme.

il talento di un artista non è determinato solo dalla qualità dei pensieri che vuole trasmettere, ma anche dalla capacità di esprimerli così bene da farli giungere agli altri senza alcuna distorsione. Il risultato della guerra tre pensiero e capacità di esprimerlo, tra sogno e realtà, è quasi sempre un compromesso o una approssimazione. Non riusciamo che raramente a raggiungere il grande pubblico e, in fondo, rimaniamo più che soddisfatti se siamo capiti e apprezzati da una minoranza di persone sensibili”.

( Escher)

Dal 24 giugno 2016 al 22 gennaio 2017, duecento opere saranno esposte nelle sale di Palazzo Reale a Milano: una grande mostra interamente dedicata a Maurits Cornelis Escher (1898-1972), l’incisore, intellettuale e matematico che ha colonizzato l’immaginario collettivo con le sue opere visionarie.

Questo sabato pomeriggio ho avuto l’opportunità di gustarmi questa fantastica mostra con il mio primo amore, Escher, e volevo condividerla con voi tramite alcuni paragrafi estratti dalla mia tesi di Laurea.

Buona lettura e Buon Viaggio!!!! 😀

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L’artista Maurits Cornelis Escher è un geniale creatore di illusioni, di mondi ed oggetti irreali che ad una prima occhiata possono ingannare ed apparire reali, rivelando ben presto sorprese nascoste.
Il segreto di quella che può sembrare una fantasia immaginativa fuori del comune, collegata, ad una eccezionale capacità grafica, è in verità molto poco fantasioso, sono infatti la matematica, la geometria, la cristallografia, passioni tanto forti in Escher quanto quella artistica.

La sua attività di grafico lo porta ad operare sul piano bidimensionale, ma è da subito evidente che il suo interesse per la realtà tridimensionale è talmente forte che lo impegna a ricercare mezzi espressivi adatti a sottoporre la forma spaziale alle leggi limitative dell’immagine piana.
Da tale conflitto e da tale aspirazione scaturiscono le straordinarie opere grafiche di Escher.
Codesto discorso non è così chiaro ed evidente come potrebbe sembrare, poiché, non solo siamo sottoposti al fascino di un’immagine spaziale tridimensionale su una superficie piana, ma anche ad un ulteriore ed inconsueto fatto: in ogni rappresentazione, l’immagine costruita è quella di una figura che non potrebbe mai avere un’esistenza spaziale concreta, secondo la logica corrente.

Molte delle opere di Escher, soprattutto quelle ad impronta apparentemente decorativistica, hanno in realtà alla base il concetto matematico dell’infinito.
Ossessionato dal concetto di divisione regolare del piano, l’artista studia ed inventa simmetrie di vario tipo, cercando di utilizzare la divisione del piano come mezzo per catturare e arrestare il concetto di infinito, realizzando opere in cui la tassellatura può continuare indefinitamente, avendo come sfida finale il contenere l’infinito entro i confini di una sola pagina.

Uno dei temi che più affascinò Escher fu la rappresentazione di mondi simultanei, di un mondo infinito in uno spazio finito, tema che egli trasferì visivamente in numerose delle sue opere, nelle quali sono contemporaneamente presenti due mondi, quello percepito dall’artista e quello a cui le sue percezioni non possono arrivare, pur trovandosi nello stesso posto e nello stesso momento, a ciò corrispondendo studi grafici e rigorose modellizzazioni matematiche, frutto di ricerche condotte per lunghi anni.

Escher assimilò le interrelazioni tra la geometria dello spazio e la logica dello spazio, utilizzando spesso uno dei modelli di logica dello spazio che si basa sul gioco di luci ed ombre applicato ad oggetti concavi o convessi, suggerendo in alcuni casi il capovolgimento intuitivo tra interno ed esterno, con indizi visivi illusori.

In altri casi, applicandosi allo studio della prospettiva, Escher esplica il suo interesse per gli angoli visivi più insoliti e realizza composizioni in cui l’alto e il basso e l’orientamento degli oggetti a destra o a sinistra, dipendono dalla posizione che l’osservatore decide di prendere nei confronti dell’opera, cosicchè il concetto comune di “sopra” e “sotto” assume un significato casuale e temporaneo, relativamente legato al particolare del quadro su cui si centra l’attenzione dell’osservatore: anche in questo caso, l’illusione colloca il sistema visivo nell’incapacità di risolvere in maniera appropriata informazioni che giungono in maniera ambigua.

Tuttora, per la singolarità di molte intuizioni di questo geniale artista, le sue figure impossibili e i suoi paradossi logici sono scopo di studio da parte di storici dell’arte, ma anche di psicologi della percezione, poiché, come dice Al Seckel, esperto di scienze cognitive del California Istitute of Thechnology:

“ La percezione non è un percorso semplice, anche e a noi può apparire così, perché ci riesce naturale. Gli inganni ottici sono una finestra attraverso cui possiamo comprendere il funzionamento della vista e del cervello umano. I giochi e i trucchi portano allo scoperto i limiti del sistema visivo molto meglio della normale visione”.

Escher è un grande esempio di come matematica, geometria ed arte possano unirsi ed esprimere le singolari possibilità implicite situate nella struttura spaziale, grazie ad una intelligenza sopra la norma, una spiccata immaginazione, uno spiccato intelletto con cui riusciva ad indagare e riconoscere nella natura modelli e ritmi nascosti, riconoscendo nelle sue idee alla base dei suoi lavori.

Una volta iscritta all’Accademia di Belle Arti, il mio percorso didattico-artistisco si è orientato verso la ricerca di un’arte che esprimesse a pieno l’ambiguità del nostro tempo cercando di creare un’opera d’arte che fosse una sintesi tra la realtà esterna e il mondo interiore. Le esperienze umane, le emozioni dovevano concretizzarsi in immagini costruite ingegnosamente venendo così immortalate su di una lastra rendendole così eterne. Proprio come Escher il cammino dell’uomo era un viaggio che iniziava sulla terra ma che, purificandosi, poteva raggiungere un superiore stato di ritrovata innocenza. Questo percorso doveva obbligatoriamente iniziare all’interno dell’Io, guardando dentro me stessa e prendendo coscienza del proprio guardare, cosicchè ciò che ho visto è possibile che possa vederlo ugualmente lo spettatore, l’introspezione è quindi il primo passo verso il mondo esteriore, che nella visione realizzata su carta diventa palpabile senza perdere nulla della sua immaterialità.

Se vi ho incuriositi ed ho abbastanza stuzzicato la vostra fantasia, vi mostro qui di seguito il mio progetto allegato alla mia tesi “Escher contro Escher, una ricerca tra geometria dello spazio e del segno nell’opera di un maestro incisore”.

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ADESSO è il momento giusto!

Penso che sia un’idea terribile, aspettare di essere pronti. Ho come l’impressione che nessuno sia mai pronto per nulla. Non esiste qualcosa come “quando sarò pronto”.

Esiste solo adesso! Quindi tanto vale cominciare subito. Adesso è il momento giusto!

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Dopo una pausa di qualche mese ho deciso di ricominciare a scrivere!
Io ho un sacco di passioni, la fotografia, la lettura, il fumetto, l’arte. Sono tutte passioni diverse ma sono tutte una sola. La comunicazione..

Adoro la fotografia perché mi permette di fermare il tempo, perché mi da una prospettiva diversa, perché mi insegna che le cose sono nel modo in cui tu le sai vedere. Adoro la lettura perché mi mette accanto alle persone da cui voglio imparare qualcosa, da cui voglio farmi emozionare, in qualsiasi momento… basta aprire il libro. Adoro il fumetto perché per me è una droga irrinunciabile che mi aiuta a tirare avanti nei momenti difficili e che mi esalta nei momenti sereni. Adoro l’Arte perchè per me è questo: il godere delle proprie doti, perché per me fa Arte sia chi dipinge, ma anche chi guarda un dipinto,sia chi suona che chi ascolta.

Ed io tutte queste mie passioni voglio comunicarvele ☺

Al prossimo articolo! Buon inizio settimana!!!!

Tu sei dove sei e ciò che sei a causa di te stesso. Tutto ciò che sei oggi, o che sarai in futuro, dipende da te. La tua vita attuale è la somma totale delle tue scelte, decisioni e azioni fatte fino a questo punto. Puoi plasmare il tuo futuro modificando i tuoi comportamenti. Puoi fare scelte nuove e prendere decisioni che siano più coerenti con la persona che vuoi essere e con le cose che vuoi realizzare nella tua vita.

Brian Tracy, da “Abitudini da un milione di dollari”

Delladio Indieversus Experience

Mi fa piacere segnalarvi l’evento online di domani sera, martedì 1 Marzo, dalle ore 21 Simone Delladio sarà online e disegnerà in streaming per il canale Indieversus, progetto che si propone di avvicinare i disegnatori al pubblico attraverso eventi live con annessa chatroom.

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Cos’è Indieversus?

E’ un modo per mettere a più stretto contatto autori/autrici di fumetto col pubblico.
Si realizza attraverso un evento live in cui l’artista disegna in diretta per il pubblico e, vicino alla finestra della live, c’è la possibilità di una seconda finestra chat in cui fare domande e chiacchierare col pubblico stesso.
La serata si strutturerà così: Simone avrà puntate due webcam (una sul viso e una direzionata sul foglio e sulle sue mani che disegnano) disegnerà per un’ora e mezza circa, verrà intervistato e come guest star dell’evento ci sarà Andrea Cavaletto, entrambi già conosciuti nel blog e di persona, per chi ha partecipato, presso il ComicArte a Varese.

Come partecipare?

Si possono acquistare i biglietti d’ingresso comprensivi di reward ultra speciali e personalizzati direttamente sul sito (qui).

Un ringraziamento speciale lo devo a Laura Spianelli che, conoscendo la mia passione per il fumetto e disegno, mi ha fatto scoprire questa nuova iniziativa che io ho voluto condividere con tutti voi.

Ci vediamo in chat!! 😀

Morgan Lost came in Varese

Sabato 13 Gennaio presso la fumetteria Crazy Comics a Varese, dalle ore 15 si terrà l’incontro con Claudio Chiaverotti e Lola Airaghi per parlare di Morgan Lost.

In questo post voglio darvi qualche breve informazione sui due ospiti:

Claudio Chiaverotti è una delle firme storiche della Bonelli Editore, per la quale ha scritto numerose storie di Dylan Dog che noi tutti conosciamo e creato la saga di Brendon, fumetto fantasy che narra le avventure di un cavaliere di ventura in una terra post-apocalittica.

Claudio Chiaverotti
Claudio Chiaverotti

Oggi la sua ultima fatica, Morgan Lost, cacciatore di taglie daltonico che ci fa sognare raccontandoci attraverso le sue sfumature di rosso e di grigio le sue avventure nella città di New Heliopolis.

 

 

 

 

Al fianco di Chiaverotti ci sarà una delle fumettiste più conosciute dell’universo nazionale Lola Airaghi,

Lola Airaghi
Lola Airaghi

disegnatrice per la Sergio Bonelli di tanti celebri personaggi, tra cui Legs WeaverBrendon e l’Indagatore dell’Incubo, figura di riferimento dell’intero panorama italiano, Dylan Dog.

Senza dimenticare la stretta collaborazione con Paola Barbato per la creazione al fumetto online Davvero e la più recente testata Morgan Lost.

Sicuramente io non mancherò…e tu???

Sergio Giardo il fantastico

Secondo post dedicato all’incontro con Antonio Serra e Sergio Giardo che si terrà presso fumetteria Crazy Comics a Varese sabato 6 Febbraio a partire dalle 15 (per info e adesioni, ecco il link all’evento).

Questo post è dedicato a Sergio Giardo. Fantastico perchè? Vediamo di conoscerlo meglio…

Giardo sergio
Giardo sergio

Per Sergio Giardo,i fumetti sono stati la sua passione fin dall’infanzia,dopo il liceo artistico si è iscritto ad una scuola di grafica pubblicitaria per poi seguire otto anni di lavoro come illustratore e art director pubblicitario. 

Nel 1994 diventa collaboratore della casa editrice Bonelli, inizialmente lavorando sulla testata di Zona X,  disegnando le miniserie Legione stellare e La Stirpe di Elan e successivamente nel 1997 disegnando una storia di Legs Weaver.

Dal 2004 Sergio entra nello staff di Martin Mystère, disegnando una storia per l’Almanacco del Mistero e sette episodi per lo spin-off storie da Altrove.

Nel 2009 inchiostra le matite di Matteo Resinanti per il numero 215 di Nathan Never e nel 2010 illustra, su testi di Antonio Serra, un episodio della miniserie bonelliana Greystorm.

Dal marzo 2012 diventa il copertinista ufficiale degli albi della serie regolare di Nathan Never.

copertina Nathan Never
copertina Nathan Never

Sergio è instancabile, insegna presso la Scuola Internazionale di Comics di Torino e lavora anche per l’animazione, collaborando come character designer con The Animation Band per le serie televisive “Farhat – Il principe del deserto” e “Sandokan III – Le due tigri”.

Non stupiamoci se negli ultimi anni Sergio ci dimostra che è anche un bravo scrittore, infatti nel 2015 pubblica con Plesio Editore un romanzo di fantascienza dal titolo Roy Rocket.

Praticamente un manico a 360gradi! 🙂

Non vedo l’ora di questo sabato!!! E tu???

Antonio Serra tra fumetto e fantascienza

Sabato 6 Febbraio si terrà l’incontro con due grandi autori bonelliani, Antonio Serra, sceneggiatore e scrittore, e Sergio Giardo, disegnatore. L’evento si terrà presso la fumetteria Crazy Comics a Varese, a partire dalle ore 15 (link all’evento: qui).

Per l’occasione, ho voluto approfondire un po’ la loro storia e mi piacerebbe condividerla con voi in questi due post. Iniziamo da Antonio Serra.

Antonio Serra
Antonio Serra

Antonio Serra nasce nella bellissima cittadina marittima di Alghero, muove i suoi primi passi nel mondo dell’editoria e della fiction di carta alla fine degli anni Settanta, quando cura la rivista amatoriale di fantascienza Fate largo

Trasferitosi a Milano riesce ad entrare nel 1987 alla Sergio Bonelli Editore, ma bisogna ricordare che alcune sue collaborazioni compaiono già dal 1985.

Dopo aver sceneggiato alcune storie di Martin Mystère e Dylan Dog, nel 1991 il colpo di genio, insieme a Medda e Vigna e con la collaborazione grafica di Claudio Castellini, idea Nathan Never. Chi non conosce Natan Never? La prima testata fantascientifica della Bonelli che tutt’oggi rimane uno dei suoi personaggio più noti e di maggior successo.

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Copertina Natan Never

Nel 1995, da uno dei personaggi coprotagonisti di Nathan Never, Legs Weaver, Serra ed altri autori daranno vita ad uno spin-off, anch’esso a suo modo innovativo nel panorama bonelliano, pultroppo la testata cessa la pubblicazione, ma la protagonista rientrerà successivamente nella serie principale.

Oltre a sceneggiare Nathan Never, Serra ha anche autore di alcune delle voci dedicate alle produzioni fumettistiche giapponesi dell’enciclopedia a fascicoli La grande avventura dei fumetti, edita dall’Istituto Geografico De Agostini.

Dal 2001 viene pubblicata un’altra serie di fantascienza,Gregory Hunter, ma non riscuoterà il successo di pubblico e scomparirà dalle edicole dopo l’uscita di 17 albi e di un unico speciale.

Serra, oltre a seguire la realizzazione di tutte le pubblicazioni legate a Nathan Never, ha ideato la miniserie Greystorm, miniserie di 12 albi, ispirato ai romanzi scientifico-avventurosi di Giulio Verne, per la prima volta nelle serie Bonelli, non ha per protagonista un eroe positivo.

Infine nel 2012 esce Sul pianeta perduto, ottavo numero della collana Romanzi a Fumetti, disegnato da Paolo Bacilier.

Ho una fantastica informazione da rivelarvi dal 18/2/16 presso ComicArte Varese iniziera il corso di sceneggiatura tenuto proprio da Antonio Serra, aggiungerei imperdibile! 🙂

 

Per il momento vi saluto, al prossimo post 😉

Nicola Genzianella: il fumettista delle tenebre

Secondo post dedicato aThe Noise, primo fumetto auto-prodotto da Ora Pro Comics, sceneggiato da Pietro Gandolfi e disegnato da Nicola Genzianella che saranno ospiti della fumetteria Crazy Comics a Varese sabato 30 Gennaio a partire dalle 15 (per info e adesioni, ecco il link all’evento).

 Qui trovate invece il mio articolo su Pietro Gandolfi.

Ora è il momento di parlarvi della mano che ha dato vita a The Noise, Nicola Ganzianella!

Nicola Genzianella
Nicola Genzianella

Genzianella nasce nel ’67 a Milano, da famiglia abruzzese. Dopo il liceo scientifico frequenta la Scuola del Fumetto di Milano. Insieme a tre compagni di corso della Scuola del Fumetto, Andrea Cortellazzi, Livio Cazzulani ed Antonio Mola crea il gruppo artistico ALAN. questo team produrrà, nel 1990, Figli dell’Olocausto il primo role play game post apocalittico di ambientazione italiana. Sempre in quell’anno disegna un episodio della serie Zona X  per Sergio Bonelli Editore e contemporaneamente lavora come illustratore di rebus e di mini-storie gialle.

Nicola esordisce con la celebre rivista Intrepido, disegnando I Crononauti e No exitillustra alcuni racconti di Guy de Maupassant e Jack London, pubblicati da Xenia Editrice nella collana Capolavori del mistero e disegna un episodio della Storia dell’umanità a fumetti per la De Agostini.

Nel 1998 lavora su Il Giornalino delle Edizioni Paoline, inizialmente su Jobhel e poi sulle storie di Giovanni XXIII, San Valentino e delle Olimpiadi Moderne.

Nello stesso periodo ritorna alla Sergio Bonelli Editore per lavorare alla neonata serie horror Dampyr, testata che lo ha reso celebre e su cui tutt’ora lavora (Dalle tenebre è il titolo della sua prima storia).

Un’illustrazione di Genzianella presa dal suo sito.

Dal 2006 collabora con la casa editrice belga Dupuis, per la quale realizza il secondo volume della serie Bunker, su sceneggiatura di Christophe Bec e Stephan Betbeder, a cui faranno seguito quattro volumi. Quest’opera ha ricevuto, al festival della BD di Tolosa, il riconoscimento del premio Le Brique come migliore fumetto di fantascienza dell’anno. Attualmente sempre per la Depuis sta lavorando ad un nuovo libro e ad una nuova serie.

E’ reduce da una ministoria di Tex a colori, uscita nel novembre 2013; il suo ultimo albo di Dampyr è intitolato la lunga notte dell’odio ed è dell’Aprile 2015. Ha realizzato due copertine del magazine Cannibal Family di Edizioni Inkiostro (di questa serie ne ho già parlato anch’io sul blog). Nel 2015, insieme allo scrittore Pietro Gandolfi ha creato la nuova serie horror The Noise, presentata in anteprima durante Cartoomics con il numero 0, mentre il numero 1 è stato portato a LuccaComics lo stesso anno.

Non vedo l’ora di poterlo conoscere domani, insieme allo sceneggiatore Pietro Gandolfi: presenteranno insieme The Noise e saranno a disposizione per domande, sketch e autografi.

Un’occasione da non perdere per tutti gli amanti del fumetto italiano di qualità! 😀

Lord Pietro Gandolfi

Sabato 30 Gennaio, presso la fumetteria Crazy Comics a Varese, a partire dalle ore 15, si terrà la presentazione di “THE NOISE“, primo fumetto auto-prodotto da Ora Pro Comics, sceneggiato da Pietro Gandolfi e disegnato da Nicola Genzianella (link all’evento: qui).

Nell’attesa, vi parlerò di loro in due post. Ora imbocchiamo la strada della perdizione narrativa con Pietro Gandolfi.

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Pietro Gandolfi

Pietro Gandolfi si alimenta di orrori, poi li digerisce fino a espellerli ricoperti da una patina di puro disagio…

Questa probabilmente è la descrizione più pittoresca che io abbia trovato sul web, in mezzo ad articoli e decine e decine di interviste rilasciate. 

Nasce e cresce a Piacenza, tra fumetti e film degli anni’80, nutrendo da sempre una grande passione per tutto ciò che è horror. Decide di percorrere la lunga strada che porta all’inferno letterario e pubblica tre libri: l’antologia personale Dead of Night e i romanzi La ragazza di Greenville e William Killed the Radio Star;  inoltre in suoi racconti compaiono in Il paese dell’oscurità, Urban Italian Legend, Poker d’orrore, Un assaggio di Dunwich e Splatter. Pubblica in proprio il romanzo breve Who’s Dead Girl? e debutta con il suo primo fumetto, The Noise, disegnato da Nicola Genzianella (Dampyr, Bunker).

THE NOISE numero #0
THE NOISE numero #0

The Noise, mescola elementi del classico fumetto europeo e il comicbook americano. La paura fa rumore e ci fa visita sotto forma di un’epidemia dai risvolti insoliti, in un horror catastrofico ed estremo da forti tratti adrenalinici.

Un uomo di nome Morgan è in ospedale, pronto a riportare a casa sua moglie, la quale, pur tra mille difficoltà, è riuscita comunque a partorire. Ma proprio quando la famiglia sta per riunirsi accade qualcosa di inspiegabile: dal nulla arriva un rumore, assordante, continuo, che si propaga per tutto l’ospedale e oltre. Una volta ripresi i sensi, Morgan va in cerca di sua moglie, trovandosi la strada sbarrata da pazienti e infermieri diventati all’improvviso mostri assassini, in quella che appare come la prima manifestazione di un’epidemia globale.

Come dice lo stesso Gandolfi:

l’orrore è tutto attorno a noi, basta che qualcuno abbia voglia di raccontarlo.

Lui ha scelto di farlo. E io lo seguirò. Voi ci sarete sabato? 

 

Zero pare: ce sta ajacopomasini avvarese!!!

Sabato 16 Gennaio, presso la fumetteria Crazy Comics a Varese, a partire dalle ore 15, Jacopo Masini terrà la presentazione del volume: Ziofà, dialoghi sussenso della vita le tipe e attre cose, porcoddue edito da Epika Edizioni, organizzato da ComicArte Varese (link all’evento: qui).

Jacopo Masini
Jacopo Masini

Jacopo Masini, classe ’74, si è laureato in lettere moderne a Bologna. Autore di diverse storie (pubblicate da Fandango,  Epika Edizioni e altri editori) scrive, si occupa di narrazione, story-telling e comunicazione. Non a caso è copy, redattore e responsabile dell’ufficio stampa di SaldaPress, casa editrice che pubblica fumetti, anche di varie case editrici internazionali: ha l’esclusiva per l’Italia dell’intero catalogo Skybound, l’etichetta fondata da Robert Kirkman all’interno di Image Comics  sotto cui compare The Walking Dead, la zombie-saga a fumetti più famosa al mondo nonché attuale titolo di punta della casa editrice.

Polpette (Epika Edizioni 2010) è un libro che si intitola così perché l’autore aveva bisogno di una parola che riassumesse in maniera immediata la consistenza delle storie che contiene. Dentro Polpette ci sono 145 storie lunghe al massimo una quindicina di righe. Sono storie che si possono mangiare, si possono portare nello zaino quando si va in gita, si possono leggere in un boccone, si possono far rotolare, ma è meglio non domandarsi cosa c’è dentro. I personaggi fanno fatica a prendere la vita per il verso giusto, con sentimenti sbilenchi e con storie avanzate la sera prima. Tutta roba che, impastata, può dare le vertigini.

La bambina più bella della scuola (Epika Edizioni 2011) è un libro pubblicato a puntate sul magazine on-line Opsss.it. Scritto nel corso di sette mesi, in 25 capitoli, raccoglie le avventure del Bambino del Secondo Banco. O meglio, raccoglie le lettere che il bambino ha scritto alla maestra nel corso della sua prima elementare. Un bambino che sa già scrivere in prima elementare? Sì. Scrive come un grande, ma pensa come un bambino di sei anni. E’ un piccolo che si innamora della Bambina più bella della scuola, fa delle scoperte che gli ribaltano la vita e non può fare a meno di raccontarle a qualcuno. Per esempio, a tutti quelli che compreranno questo libro.    

La stagionale (Epika Edizioni 2012): in fabbrica, nonostante gli orari regolari e sani, le cose accadono in disordine, un giorno alla volta. Provi a dargli una forma, ma tutto sfugge via in una monotonia incontrollata, e dentro a quella monotonia passano gli odori, le parole, le persone, veloci come un vortice. Ma ti sembra che non è successo niente. Poi, quando è finito tutto e la stagione si conclude, come per miracolo, pensi:

è uno dei periodi più belli che ho vissuto!

e arrivi quasi a rimpiangere il Mormone (figlio del Dio dei carrelli omicidi).

(Le recensioni dei libri, che ho modificato, le trovate in originale su unilibro)

Domani Jacopo presenterà:

“Ziofà Dialoghi sussenso della vita, le tipe e altre cose, porcoddue”

 

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ziofa’ di jacopo masini

 Ziofà è un intercalare, un’esclamazione, un approccio alla vita. Un po’ come minkia o porcoddue. I due protagonisti di questo libro sono Zio e Frate. Si chiamano solo così. Due ragazzi di una grande città del nord, due amici che parlano di tutto: della vita, della gnagna, di quello che succede.

Non vi dirò altro su questo libro, ma se sono riuscita ad accendere in voi la curiosità leggetelo e riderete a crepapelle!!!

 Vi aspetto domani! Sicuramente ci sarà da divertirsi! 😀 

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Ieri sera, presso il pub Arlecchino di Vedano Olona, si è tenuta la prima edizione di Varese Comix, un cosplayer contest organizzato da Stefano Morandini e dai suoi validi collaboratori.

Io con la banda di Lupin III
Io con la banda di Lupin III

Io, già che c’ero, ho colto l’occasione per scattare qualche foto, in modo da poterti raccontare la serata.

All’ingresso del locale ho trovato ad accogliermi gli amici di ComicArte Varese, ovvero Simone, Matteo e Lorenzo, che sfoggiavano la bellissima felpa dell’associazione con la scritta Nerd is The New Sexy.

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Di fianco a loro, le ragazze volontarie dell’ENPA di Porto Ceresio (VA): parte del ricavato della serata è stato devoluto per aiutare i nostri amici a quattro zampe.

Il concorso è stato presentato dalla band Fantabuggy, che dopo la premiazione si è esibita in concerto suonando le loro personalissime interpretazioni delle sigle dei cartoni animati.

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Si sono sfidati, accompagnati da brani appositamente studiati per introdurre i personaggi, V for Vendetta

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Rino Gaetano (che ha anche cantato!)…

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… la Banda Bassotti

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Sephiroth di Final Fantasy…

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… e tanti altri personaggi che ti lascio scoprire sfogliando il mio album fotografico che ho pubblicato su Flickr.

Vincitore assoluto, e mi dispiace un po’ per gli altri bravi concorrenti, è stato Alessandro Bartoli con la sua perfetta esibizione di V for Vendetta. Ale l’avevo conosciuto la scorsa estate in occasione di Fumettix, la festa dei comics di Biella. Anche lì aveva vinto il cosplayer contest!

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Che dire infine? E’ stata una bellissima serata, tra amici, cosplayer e musica!

Un ringraziamento speciale al mio amico Rodolfo Slavich che mi ha prestato la sua preziosa macchina fotografica 😀

 

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La locandina di Varese Comix